domenica 19 aprile 2015

Piattello, Pimpinella e Galium

Riscrivo il post precedente perchè mi piace scrivere di qualcosa che ho sperimentato personalmente.
Adesso che il piattello l'ho cercato, trovato, raccolto, pulito, cucinato e mangiato posso scrivere il mio post!!! E vi parlerò anche di altre due erbe minori che si possono consumare crude in insalata e che sono praticamente inconfondibili!!!
Ecco quindi il post rinnovato con le foto fatte da me sul campo!!!

Mi sveglio e vedo il cielo azzurro e un sole stupendo. L'aria è fresca ma la giornata mi invita a uscire nei campi alla ricerca di piante selvatiche. Sono decisa a farmi un pranzo interamente naturale, come faccio spesso il sabato e la domenica, se non ho altri particolari impegni!!!


Sulle viti cominciano a spuntare i primi germogli e gli alberi da frutto sono carichi di fiori!
Come si fa a resistere a non uscire all'aperto?


Stamattina sono uscita con il preciso intento di cercare e raccogliere il Piattello (HYPOCHOERIS RADICATA), una delle primissime piantine che Emanuela ci ha fatto conoscere sia al corso del 29 marzo che la scorsa domenica..
Il Piattello deve il nome al fatto che è un erba che aderisce completamente al terreno e sta piatta piatta. Se alcune foglie si sollevano è solo perchè sono spinte verso l'alto dalle erbe che la circondano!!!


La foglia ha forma spatolata, carnosa, croccante e pelosa. E' leggermente amarognola, versatile, comunissima e la si trova praticamente tutto l'anno. In inverno, in mezzo all'erba secca e ai prati ingrigiti, spicca il verde del piattello, alla base di un lungo stelo rinsecchito!!!
Il fiore è giallo, unico su uno stelo che può raggiungere anche i 60 cm.

foto da web... non è ancora tempo di fioritura!!!
Si consuma sia cruda in insalata (le foglioline più tenere) che cotta.
Ha proprietà toniche e depurative.
In primavera si trovano nei prati molte piantine a rosetta basale simili al piattello, ma quest'ultimo si riconosce per la sua caratteristica aderenza al terreno. Del piattello esistono diverse specie, tutte commestibili!!

Il mio raccolto!!!
Con il piattello raccolto ho preparato un contorno fatto con lo speck. La ricetta la trovate nel Blog Condiviso Un Tuffo nell'Insalata ( clicca qui ).

Sempre stamattina poi ho raccolto la Pimpinella (SANGUISORBA MINOR). E' una pianta assai comune, almeno dalle mie parti, e se ne consumano le foglioline fresche e tenere in insalata.


La si trova già a fine febbraio, inizio marzo, e a dire il vero sarebbe quello il momento migliore per la raccolta, ma anche adesso, nonostante sia già fiorita o in procinto di fiorire, si possono raccogliere le foglioline più interne e tenere.


Le prime due foto si riferiscono ad una pianta giovane e le ho scattate ai primi di marzo.
Quelle che seguono le ho fatte invece stamattina.
La pianta adulta tende a sviluppare steli rossastri, e anche i fiori sono rossastri.


Le foglie, dallo spiccato sapore di cetriolo, hanno proprietà astringenti e galattogene, emostatiche e antiemorragiche. Inoltre la Pimpinella è ricca di proteine e di vitamina C.


Qualcuno utilizza la Pimpinella anche per zuppe e risotti ma io l'ho sempre consumata cruda perchè mi piace un sacco così!!!


Un'altra piantina, diciamo così, minore che ho raccolto stamattina è il GALIUM (nella varietà Aparine e Mollugo).

Galium Aparine

Il Galium Mollugo è leggermente più piccolo e quando è giovane può prendere un colorito rossastro.
Entrambe le varietà hanno fiori bianchi, piccolissimi, a quattro petali .


Si consumano le cimette tenere prima della fioritura. Hanno sapore leggermente piccante e si utilizzano crude in insalata ma c'è chi aggiunge questa pianta, comunissima ed infestante, anche nelle zuppe e nei ripieni.

Cimetta di Galium Mollugo
Il Galium ha proprietà diuretiche, depurative, antinfiammatorie e toniche.

E per oggi direi che può bastare... che ne dite?
Un abbraccio
Francesca

10 commenti:

  1. Molto interessante! Dalle foto non mi verrebbe in mente di aver visto queste piante nella mia zona, ma guarderó piú attentamente, forse le vedo e poi ti penseró... :)
    Anch'io ho avuto un sabato "di piante" peró non da mangiare... da disegnare! ;)
    un caro saluto e buona nuova settimana
    Sybille

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    1. Non so se queste piante crescono anche in montagna. Fammi sapere!!!
      Ti abbraccio
      Francesca

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  2. Interessante e bellissimo post (come sempre) ...Il piattello (noi lo chiamiamo in altri modi) cresce anche nel mio giardino (anzi la prima foto sembra proprio scattata nel mio giardino) . Con il nome pimpinella o Santa Maria io chiamo un'altra pianta profumata che noi usiamo (è rara) nella zuppa di fagioli insieme al piattello, alle borragini , al caccialepre..........Insomma faccio confusione ....Appena vado a Roma alla Feltrinelli comprerò libri per consultare .....e ...forse mi conviene più ricamarle fiorite queste piante .....Un caro saluto

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    1. Proprio per evitare simili confusioni io utilizzo il nome botanico accanto a quello, diciamo così, volgare. Le ricerche su internet o sui libri conviene farle sempre con il nome botanico, così si va sul sicuro!!!
      Ti mando un abbraccio fiorito
      Francesca

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  3. Sei come sempre una grandissima! Splendide foto e spiegazioni! grazie mille!

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    1. Grazie Ely... Faccio quello che posso!!!
      Un bacio
      Francesca

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  4. ma lo sai che sei un'insegnante bravissima? quanto mi piace trovare i tuoi post sulle erbe, peccato non trovarle qua a Genova.....ma appena andrò da mamma mi scatenerò e so anche che la farò felice.
    un abbraccio lela
    ps.quasi sicuramente è in arrivo un altro maschietto! ne sapremo di più mercoledì.

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    1. Ciao Lela, ma lo sai che sto pensando di fare anche qualche video? Il prpblema è che non saprei da che parte cominciare ma è certo che con un video potrei essere ancora più precisa!
      Mi raccomando, raccogli solo le erbe di cui sei certa al 110%!!!
      Un bacio
      Francesca

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  5. Ma che belli questi tuoi post! Piacerebbe tanto anche a me andare alla ricerca di prelibatezze selvatiche ma purtroppo distinguo solo porcini ed asparagi e non vorrei avvelenarmi.. perciò mi riservo di seguirti spesso e imparare bene prima! Un abbraccio

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    1. Ma certo che bisogna imparare bene prima!!! Ci mancherebbe!!!
      Dico spesso che non si deve raccogliere nulla se non si è sicuri al 110% e non prima di avere frequentato almeno un corso o essere andati nei campi con qualcuno che conosce bene le erbe selvatiche.
      Io stessa non raccolgo tantissime erbe che so essere buone ma prima voglio approfondire la mia conoscenza, far vedere alla mia maestra, studiare bene sui miei libri e sul web... ma la cosa più importante è il riscontro di un'esperto!
      Un abbraccio
      Francesca

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